Rispettare le regole

Ottobre 16, 2020

Restiamo uniti nella sfida

Questo non è il tempo della polemica. Questo è il tempo dell’unione che fa la forza. Sì, ancora una volta. Siamo rimasti uniti durante il lockdown per fronteggiare la pandemia da COVID-19: un’imposizione percepita come rigida ma che è risultata efficace permettendoci un’estate più serena del previsto.

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Abbiamo reagito con fermezza, accettando le regole e permettendo al nostro Paese di superare una fase molto critica. Ed è stato questo che ci ha fatto diventare un modello per il resto del mondo. Lo ha affermato anche il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus: «l'Italia è stata un esempio scintillante: con unità nazionale e solidarietà, impegno comune e umiltà anche la situazione peggiore si può invertire».
Ce l’abbiamo fatta allora. Possiamo farcela ancora. La seconda ondata, quella che stiamo vivendo oggi, è nelle nostre mani. Una nuova sfida che ci chiede di restare uniti ancora una volta. Perché l’obiettivo è quello di farcela insieme. Essere costruttivi. Questo ci viene chiesto: essere parte della soluzione e non del problema. Dove per soluzione si intende una gestione quanto più serena possibile della pandemia da COVID-19.
Indossare la mascherina è il primo grande atto di responsabilità civile e personale che possiamo mettere in pratica. Una recente ricerca condotta dagli scienziati di quattro università texane e californiane, e pubblicata dal National Academy of Sciences, ha evidenziato che indossare le mascherine nei luoghi pubblici è il più efficace metodo per bloccare il contagio tra persone, e che «questa pratica senza costi, assieme al distanziamento fisico, all’isolamento e al tracciamento dei contatti, rappresenta l’opportunità migliore per fermare la pandemia da COVID-19, in attesa del vaccino». E anche in questo noi italiani sappiamo farci notare per la nostra resilienza. Secondo un sondaggio dell’istituto britannico YouGov, l’Italia è uno dei paesi in cui è più alta la percentuale di persone che indossano la mascherina in pubblico per scelta e al di là delle imposizioni: circa l’85 per cento. Il dato più alto tra i Paesi europei.
La mascherina, però, non deve farci sentire tanto sicuri da evitare il distanziamento sociale. Un'analisi condotta da un team di ricercatori del comportamento della Warwick Business School ha prodotto un documento intitolato "Compensazione del rischio durante il Covid-19: l'impatto dell'utilizzo della mascherina sul distanziamento sociale". I ricercatori hanno evidenziato che le persone sono più propense a tollerare una distanza ridotta se loro o l'altra persona indossano una mascherina. È importante sottolineare, però, che le mascherine non sono un'alternativa alla distanza.
In NewLife ci impegniamo quotidianamente per rendere confortevoli le visite presso il nostro studio e per condividere messaggi costruttivi e suggerimenti utili per la gestione della pandemia in corso. Abbiamo tutti una grande responsabilità che deve essere il carburante che ci spinge a rispettare le regole: proteggere le persone più vulnerabili come gli anziani e chi ha patologie pregresse. Siamo convinti che, i professionisti che lavorano in campo medico come noi, debbano essere i primi a collaborare e portare un esempio costruttivo. Noi di NewLife ci siamo, vogliamo esserci e siamo pronti a guardare a un 2021 più sereno.